17 / 7 / 17

In everybody’s life there are few numbers that are always coming back. For me is the 17. Even if in my country the 17 is bad luck, I always thought that it has a huge good influence on me.

Starting from the anniversary of today, the 17th of july 1944 a little great man was fighting with all his strengh and power to protect the most important thing he had. And he did it. Maybe he didn’t change the world, but he changed for sure the future of his family. The 17th of august 1952 my father born. He had a short life, but despite of this, he left many memories to the people who had the chance to know him. The same day, but few years before, my master born. This is the man that let me discover that I love to give shape to any kind of material. He took me as a child, he walked with me and he is still a very good advisor, and first of all, a true friend. The 17th of august 2015 I saw for the first time one of my works fly. It was a monument to celebrate the little great man who was fighting for his life. The 17th of august 2016, to celebrate my master’s birthday, with a bunch of friends, we decide to install “the whale project” in the green lake.

Numbers are just numbers, but….

 

Nella vita di tutti noi ci sono pochi numeri che tornano sempre. Per me è il 17. Anche se nel mio paese il 17 porta sfortuna, ho sempre pensato però che ha un’enorme influenza positiva su di me.

A partire dall’anniversario di oggi, il 17 luglio 1944 un piccolo grande uomo combatteva con tutta la sua forza e resistenza per proteggere la cosa più importante che aveva. E lo ha fatto. Forse non ha cambiato il mondo, ma ha cambiato certamente il futuro della sua famiglia. Il 17 agosto 1952 è nato mio papà. Ha avuto una vita breve, ma nonostante questo, ha lasciato molti ricordi alle persone che hanno avuto la possibilità di conoscerlo. Lo stesso giorno, ma alcuni anni prima, il mio maestro nasceva. Lui è l’uomo che mi ha fatto scoprire che amo dare forma a qualsiasi tipo di materiale. Mi ha preso come un bambino, ha camminato con me lungo il mio percorso artistico  ed è ancora un ottimo consigliere e, soprattutto, un vero amico. Il 17 agosto 2015 ho visto per la prima volta una delle mie opere volare. Era un monumento per celebrare il piccolo grande uomo che stava combattendo per la sua vita. Il 17 agosto 2016, per festeggiare il compleanno del mio maestro, con un gruppo di amici, decidiamo di installare “the whale project” nel Lago Verde.

I numeri sono solo numeri, ma ….

 


Spring is here. Time for new projects

I was born in this small alpine village 40 years ago, and I still live here. I am surrounded by mountains, sometimes white and sometimes green, and trees…a lot of trees. I have been walking between those trees for many years, I know all of them. I even saw some of them born….and some dying. Every single tree has his own history, his own reason to born in a certain point, and their lifes are so different that their shapes they all look the same, but different. Even the wood inside has his own lines; impossible to find two pieces of wood that are exately the same. When I start a new sculpture, I am alwasy a bit inbarassed by this concept: I am using something unique! I can have millions of different ideas, but they will be influenced by the piece of wood I will use. Maybe I will chose it to fit, or maybe it wil arrive in my hands by accident. Anyway, the material has a huge part in my art.

Sono nato in questo piccolo villaggio alpino 40 anni fa e vivo ancora qui. Sono circondato da montagne, talvolta bianche e talvolta verdi, e alberi … tantissimi alberi. Ho camminato tra questi alberi per molti anni, so tutto di loro. Ne ho visti alcuni nascere, ed alcuni morire. Ogni singolo albero ha la propria storia, ha le sue ragioni per essere nato in un luogo preciso, e le loro vite sono così diverse che anche le loro forme sembrano tutte uguali, ma diverse. Persino il legno al loro interno ha le proprie venature inconfondibili; è impossibile trovare due pezzi di legno che sono esattamente uguali. Quando inizio una nuova scultura, sono sempre un po ‘imbarazzato ed intimorito da questo concetto: sto usando qualcosa di unico! Posso avere milioni di idee diverse, ma saranno sempre influenzate dal pezzo di legno che userò. Forse lo sceglierò perché si adatta perfettamente al mio progetto, o forse arriverà nelle mie mani per caso. Comunque, il materiale ha un ruolo enorme nella mia arte.

From the Alps to the Ocean

I have been partecipating to many different sculpture events all around the world, but in the Landart field I am rather a “rooker”. So I am trying since few years to get the chance to be invited to some good international landart festival. Finally, an invitation arrives: and it is for a really good exibhition in France, next to the Gironde estuary, where is ending into the Atlantic Ocean.

I want to make an ambience, to let feel to the visitors the power of the nature, combined with an “house size” dimension which we are used to everyday.

To make this, I collect 3 trunks that were planted around 40 years ago, between some holidays houses, in a small village in the Italian Alps. In those years the tourism building boom starts, and unfortunately we still have  some  ”monuments” to remind it to us; so those trees are perfect for my pourpose. I start to cut them by a chainsaw, and make some wooden planks out of them. Every trunk will become a door or a couple of windows, and as well, the hinges that will support their own windows or door.  I load up my car, inside and on the roof, and I am ready to drive 1000km direction Bordeaux.

I arrive in the “Pole Nature de Vitrezay”, which is a kind of park, with lakes and fields, just next to the estuary. I met all the other invited artists, from France, Japan, Canada, Nederlands, Uk, and of course me representing Italy.  I find my perfect spot, and I start to dig in the ground. After one day “Our first house” is in place. With a beautiful small lake on the background, an open view on the side,it is in the right location.

“Our first house” wants to be a space where visitors can feel the ambience even without any walls or roof. Just a door and windows are enough to let them think that they are in a real house. Where is the limit of inside and outside? Where my house ends and where the rest of the world starts? Is  the little private space of my house more important than all the rest?

Dalle Alpi all’ Oceano

Ho partecipando a diversi eventi di scultura in tutto il mondo, ma nel campo della  Landart sono piuttosto un principiante Così sto cercando da alcuni anni di essere selezionato ad un buon festival internazionale di landart. Finalmente  un invito arriva: ed è per una mostra molto importante  in Francia, sull’estuario della Gironda, dove si butta  nell’Oceano Atlantico.

Ho progettato  un ambiente per far provare ai visitatori la forza della natura, combinata con una “dimensione casa“, a cui siamo abituati tutti i giorni.

Per fare questo, scelgo di utilizzare  3 tronchi che sono stati piantati circa 40 anni fa, tra alcuni condomini di seconde case, in un piccolo villaggio nelle Alpi italiane. Quelli sono gli anni del boom edilizio legato al turismo , e, purtroppo, abbiamo ancora alcuni “monumenti” a ricordarcelo;  quindi  quegli alberi sono perfetti per il mio  scopo. Comincio a tagliarli con una motosega, e fare alcune assi di legno. Ogni tronco diventerà una porta o un paio di finestre;  anche i montanti e le cerniere che sosterranno le proprie finestre o porte saranno fatte con la stesa pianta. Carico la mia macchina, all’interno e sul tetto, e sono pronto a guidare per 1000 km in direzione di Bordeaux.

Arrivo nel “Pole Nature de Vitrezay“, un parco naturale, con laghi e campi, proprio accanto alla foce.  Incontro tutti gli altri artisti invitati, provenienti da Francia, Giappone, Canada, Olanda, Regno Unito, e, naturalmente, io che  rappresento l’Italia. Trovo il posto che più mi ispira per istallare la mia opera, e mi metto a scavare nel terreno. Dopo un giorno “Our first house” è in piedi. Con un bellissimo piccolo lago sullo sfondo, una bella vista sul lato, non potevo sperare una posizione migliore.

“Our first house” vuole essere uno spazio in cui i visitatori possono sentire l’ambiente anche senza pareti o il tetto. Solo una porta e le finestre sono sufficienti per far loro pensare che sono in una vera e propria casa. Dove è il confine tra interno ed esterno? Dove finisce la mia casa e dove comincia il resto del mondo ?

Il piccolo spazio privato della mia casa è più importante di tutto il resto?